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DANNO PATRIMONIALE

DANNO PATRIMONIALE

Tale voce di danno risarcibile Iure proprio a causa di un incidente stradale mortale, si divide in due sottocategorie:

  • Danno Emergente, ovvero tutte le spese sostenute dal parente come spese funerarie, tumulazione, funerale ecc. del parente deceduto a seguito dell’incidente mortale, le quali comunque spettano a chi fornisce la prova del pagamento;
  • Danno da Lucro cessante, ovvero quel tipo di danno che si riflette sulla sfera giuridica patrimoniale del prossimo congiunto deceduto a seguito del sinistro stradale, il quale consiste in una diminuzione patrimoniale del familiare leso dall’evento mortale occorso al parente, il quale o per stabilire contribuzione o per solidarietà familiare sarebbero state corrisposte dal soggetto deceduto. Ciò prevede un accertamento in concreto, che i medesimi familiari della vittima dell’incidente mortale, siano stati privati con più o meno grave nocumento di una utilità economica. Pertanto dovrà fondarsi la cosiddetta, seppur sgradevole affermazione, della perdita di utilità (Legge, Contratto, Consuetudine familiare, ecc.), perdita di elargizioni erogate dal defunto in favore del parente, dell’amico del socio, del creditore, del convivente more uxorio ed anche del nascituro ecc. Quanto alle prove del danno oltre a quella presuntiva ex art 2727 cc, ovvero che da un fatto noto si può risalire ad un fatto ignorato, con ogni prova da quelle costituite a quelle costituende;

Pertanto il criterio di risarcimento del danno patrimoniale, di un incidente stradale mortale, si fonda dal rapporto tra il Reddito netto annuo percepito dal decuis (tenendo presente anche eventuali fonti di guadagno, di possibili aumenti futuri- Cass. 3758/07), tale reddito comprensivo anche di “lavori extra” la cosiddetta quota di reddito utilizzata dalla vittima per se “quota sibi”, la quale verosimilmente nel caso di un padre di famiglia (es: un operaio) quale unico sostegno economico della famiglia che lascia mogli e figli ed un mutuo per l’acquisto di casa, sarà difficile sostenere che potrà essere di circa di 1/3 o ¼ del proprio reddito. Altresì, in questo caso sarà assai più ragionevole sostenere che la “quota sibi”, sarà assai più ridotta.

Tale importo ottenuto quindi dalla sottrazione tra “R” (reddito netto), “Q” (quota sibi), “I” (le imposte) e la “qn” (quote destinate a gli altri familiari) il tutto dovrà essere capitalizzato con il coefficiente “K”. Il quale coefficiente, è spesso motivo di disaccordo tra la persona che chiederà di essere risarcita e l’ente obbligato al risarcimento, poiché quest’ultimo insisterà con l’applicazione di quello utilizzato per le rendite vitalizie approvate con R.D. 9 ottobre del 1922, di contro chi aspira ad un più congruo risarcimento (con ragione) pretenderà di applicare altri coefficienti molto più alti come quelli contenuti nelle Gazzette du Palais (droit Dommage corporel paris sul 2008/2011). Altra variabile nel calcolo è quella d’esempio nel caso di padre che lascia 2 figli il cui sostentamento, nel caso in cui non avessero un lavoro stabile oppure studenti, che si presume fini a 26 anni. Pertanto si applica la formula è la seguente:

D =(R-q-i) – (qn) *K26 – età 10

Euro 80.424,00 = (20.000,00 – 3.333,00 – 4.667,00 – (6.000,00) *13.404

Inoltre, è contemplata seppur diversamente la risarcibilità del danno Patrimoniale futuro anche ai genitori della morte di un figlio minore, il quale secondo costume sociale il figlio se non fosse deceduto a causa del sinistro stradale, avrebbe erogato nei confronti dei genitori divenuti anziani